01/01/2009
author: StayKarma @ 14:28
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China

Aprono un centro massaggi cinese vicino a casa mia.
Aperto tutti i giorni dalle 10.00 alle 01.00, orario contimuato: un sogno in una Milano ancora troppo prestiva per la metropoli che vuole essere.
Io credo nella Cina, ho letto molto; non posso dire che mi piaccia, ma mi appassiona.
Non credo sia semplicemente una delle tigri d'Oriente: sono troppo abili ed assimilano in fretta, sono tantissimi, competitivi nei prezzi e nell'offerta. Un paese da non sottovalutare, immenso.
Per questo mi servo da loro, esploro i loro negozi e compro i loro prodotti, anche online dalla Cina, da diversi anni. Quando vedo questo centro mi riprometto di provarlo e così è, esco dal lavoro il 29 dicembre e verso le 19.30 mi dirigo verso questo centro.

Entro e sono accolta dalle 3 cinesine un po' agée, che parlano 5 parole di italiano in totale.
Hanno abiti poveri e dai colori improbabili
L'ambiente è pulito, piavevole, parquet e colori tenui e caldi.
Un massaggio da 60 minuti e una pedicure, totale 50€.

Entro nella piccola cabina massaggio e iniziamo.
Appassionata termalista, giudico un massaggio ormai con facilità, dati tutti quelli che ho ricevuto in questi anni. Lei è delicata e bravina, manca certo uno spessore serio dietro al massaggio, una vera preparazione. Ma capisco che conosce comunque i principi della mappa dei centri energetici e cerca di applicarsi. Voto 6,5, ottimo se si pensa che 60 minuti costano solo 30€.

Ma c'è l'imprevisto:
nella cabina accanto  (da cui mi arrivano netti i bisbigli, perchè i muri non sono a tutta altezza) c'e già da un po' un essere di sesso maschile, che chiacchiera amabilmente con la massaggiatrice e mi disturba.
"Ho 23 anni, dice e tu?" lei che parla poco italiano ride e dice "Io più, più, 35! Io figli!".
Lui replica cercando di farsi bello e dice "Beh, io sono stato con donne più grandi sai?", è evidente che lui sta cercando di trasformare il massaggio in una prestazione sessuale.
Lei ride, lo prende un po' in giro "Ah si, tu maschio!!" e via così. Poco dopo lui riprende "Mah sai, l'altra tua collega però ha fatto un massaggino completo, l'altra volta" e lei svicola, ride, capisco che sta cercando senza creare tensioni di liberarsi dalla cosa
Intanto lo chiama sua madre per ricordargli che la cena è pronta "Si mamma, si sono da un mio amico, arrivo arrivo!". Così lui si riveste senza massaggino speciale e va verso l'uscita, io sento tutto.
Appare evidentemente l'altra massaggiatrice, che era occupata al suo arrivo "Eccoti, ma dov'eri? Volevo farlo con te il massaggio, dai lo finisci tu? Io ho pagato per 60 minuti, ma manca ancora un quarto d'ora!".
Lei accetta e ritornano nella cabina accanto, poche parole e fruscii di vestiti, un po' di silenzio e poi lui emette qualche lieve e discreto gemito, ma è palese che lei lo sta masturbando; un gemito lievemente più audace mi segnala la sua eiaculazione.
Lui dice contento "Sei un tesoro" e sento lo schiocco di un bacio, "Allora vado.... (lei bisbiglia) ... e no, io ho pagato già la tariffa del massaggio di un'ora, 30€. Non ti do più niente.... (lei bisbiglia ancora) ....eh ma io ho pagato per un'ora e adesso è un'ora esatta di massaggio!".
Lei sta provando a prendere una mancia per la prestazione particolare, ma questo essere è pure pezzente, perciò non le vuole dare un euro in più. Stessa scena all'uscita, le altre cercano di farsi dare altri 10€ per questo "tempo supplementare", ma lui insiste sulla regolarità della sua posizione e le prende un po' in giro "Oh, fate le brave, se no non torno più eh? Dai, dai su!" e va via salutando e facendo il brillante.

Io sento tutto, e sento anche lei che è rimasta nella cabina accanto e pulisce come una forsennata da dieci minuti, alcool a fiumi. Forse lui ha pure sporcato per terra; forse ha sporcato pure lei, che disperatamente lava, lava.

Ora, le mie sensazioni sono state mille e diverse.
Volevo gridare a queste ragazze che possono fare soldi, molti più soldi, senza vendere seghe.
A Milano il business del benessere è in costante crescita e un centro massaggi vero con prezzi ed orari simili, se ben gestito, sarebbe sempre pieno e farebbe palate di denaro.
Volevo uscire dalla cabina, guardare in faccia il tizio e cacciarlo sputandogli in faccia.
Come donna, trovo già tremendo il doversi abbassare a certe cose per vivere, se poi hai davanti uomini che in queste situazioni ti prendono anche in giro, allora è tutto tremendo.
Ma il problema è che le cinesine non hanno questo senso di orgolio femminile, nessuno mai glielo ha insegnato. Mentre mi fanno la pedicure, una di loro mi ricorda che sono in totale 50€ e io glieli porgo.
Lei li guarda e mi osserva, per un momento capisco che lei vorrebbe fosse sempre così: un lavoro vero, pagato per quello che è. Ma è solo la luce di un momento quella nei suoi occhi, che subito dopo si spegne.

In quel momento la sua collega le dice qualcosa guardandomi, io semi-sdraiata sulla poltrona da pedicure, poi sorride. Probabilmente le sembro una ricca aliena, forse non capisce che anche io lavoro 10 ore al giorno per quei soldi, esattamente come potrebbe fare lei. Ma io non scendo mai a compromessi, ho una grande dignità femminile: qualcosa che a lei è non è mai stata nemmeno concessa o spiegata.
Poi si mette a cantare qualcosa in cinese, mi piace; dal retro arriva un buon odore di riso bianco al vapore; lei rutta rumorosamente e poi continua a cantare, ruttare in pubblico non è maleducazione, in Cina.
Io sorrido di nascosto, piegata sul mio BlackBerry mentre rispondo ad una importante mail di lavoro.
Quella che mi fa la pedicure muove abilmente i suoi ferri e parla, parla di altro, lo capisco; io mi rilasso.

Tornata a casa, penso molto.
Alla fine il mio bilancio di rabbia si scatena soprattutto su quelli come il pezzente di 23 anni con la mamma che gli prepara il piatto caldo e lui che si fa masturbare per 30€ dalle cinesine alla disperazione.
Che tu possa essere maledetto.
Che per caso tu possa leggere questa tua storia online e tu possa essere maledetto.
Maledetto tu e tutti coloro che si rivedono in te, leggendo queste righe.
Dio perchè non mi dai una katana ed il diritto di uccidere impunita questi pezzenti, questi uomini che non sarebbero nemmeno degni di calpestare la terra che hai creato?

Respiro, la rabbia mi fa delirare.
Lo so che ognuno ha il suo karma ed ognuno lo deve scontare. a
Lo so che la rabbia non è un sentimento utile, mai.

Ma se in 10 anni di Wicca non ho mai maledetto nessuno, il mio primo anatema va a coloro che perpetrano il business della prostituzione, a qualsiasi livello ed in qualsiasi posizione.
Che voi siate maledetti, che veniate privati di ciò che avete più a cuore (probabilmente il funzionamento del vostro pisello, o quanto ne resta), che vediate soffrire coloro che amate (le vostre madri, le vostre sorelle, le vostre spose) nello stesso modo in cui voi fate soffrire le donne che sfruttate.

SO MOTE IT BE.

Ultima cosa: io credo nella Cina, ma finchè la Cina non crederà in se stessa, il pregiudizio occidentale persisterà, facendosi forte di queste cose.

05/08/2008
author: StayKarma @ 01:22
category: vita
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Due giorni fa entro nella casa di riposo dove mia nonna ha trovato pace, soprattutto da mia madre.
Nonna sorride sempre e mi dice che mi vuole tanto bene.
Io la amo sopra molte cose.
Mi rimane impressa un'immagine surreale: tra questi anziani agglomerati di umanità, la piccola televisione nel salotto comune trasmette "Planet of Apes" in versione originale, un assoluto pezzo da museo, un po' come loro. Nel salotto il tempo si è liquefatto.
Nonna continua a sorridere e sta per cenare, la bacio e torno a casa.

D'un tratto mi ricordo che quel film è uscito esattamente 40 anni fa, lo stesso anno in cui è stato ucciso Robert Francis Kennedy, il 1968. Dal discorso "A mindless Menace of Violence" di RFK,  risalente proprio a quell'anno:

"For when you teach a man to hate and to fear his brother, when you teach that he is a lesser man because of his color or his beliefs or the policies that he pursues, when you teach that those who differ from you, threaten your freedom or your job or your family, then you also learn to confront others not as fellow citizens but as enemies, to be met not with cooperation but with conquest, to be subjugated and to be mastered.

We learn, at the last, to look at our brothers as aliens, alien men with whom we share a city, but not a community; men bound to us in common dwelling, but not in a common effort. We learn to share only a common fear, only a common desire to retreat from each other, only a common impulse to meet disagreement with force.

Our lives on this planet are too short, the work to be done is too great to let this spirit flourish any longer in this land of ours. Of course we cannot banish it with a program, but we can perhaps remember, if only for a time, that those who live with us are our brothers, that they share with us the same short moment of life; that they seek, as do we, nothing but the chance to live out their lives in purpose and in happiness, winning what satisfaction and fulfillment that they can."

 apes

Strane sincronie nella vita: uomini, scimmie, saggezza, ignoranza, anziani, giovani.
Un unico cerchio a cui tutti siamo destinati.

23/07/2008
author: StayKarma @ 00:31
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La vastedda c'a meusa (focaccina con la milza) è un esempio di tradizione gastronomica italiana nel campo del cosiddetto "cibo da strada", precursore dell'odierno fast food. Questa pietanza, tradizione esclusiva di Palermo, consiste in una pagnotta morbida, sormontata da una spruzzata di sesamo, che viene imbottita da pezzetti di milza e polmone di vitello. La milza e il polmone vengono prima bolliti e poi, una volta tagliati a pezzetti, soffritti brevemente nella sugna. Il panino può essere integrato con caciocavallo grattuggiato (maritato) oppure semplice (schietto-celibe). Tipica l'attrezzatura del meusaro: una pentola inclinata all'interno della quale frigge lo strutto mentre in alto attendono le fettine di milza e polmone che devono essere fritte solo al momento. Una forchetta con due denti per carpire le fettine fritte, che vanno scolate brevemente e ficcate nella vastella anch'essa calda, e per questo custodita sotto un telo. Il panino va servito caldo, in mano all'avventore, in carta di pane. La maggior parte dei meusari sono ambulanti e si trovano nei mercati come la Vucciria.
L'origine di questo panino sembra risalire al medioevo, quando gli ebrei palermitani, impegnati nella macellazione della carne, non potendo percepire denaro per fede religiosa per il proprio lavoro, trattenevano come ricompensa le interiora che rivendevano come farcitura insieme a pane e formaggio. Cacciati da Ferdinando II di Aragona detto il cattolico, questa attività venne continuata dai caciottari palermitani. In realtà, il consumo di interiora, particolarmente diffuso a Palermo, è tipico di quelle comunità ove, al consumo di carne dovuto alla presenza di famiglie nobiliari, corrispondeva un utilizzo degli scarti della macellazione da parte del popolo.
(Fonte Wikipedia)

Ho la strana sensazione di innamorarmi sempre delle persone più complicate.
Tendo, perciò, ad interiorizzare le cose sbagliate?

Insomma, alla fine, la milza nel pane è sempre la mia.
È bonu pi fari culazioni

31/10/2007
author: StayKarma @ 01:28
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TearsPerchè se i miei occhi potessero mostrarsi come io li vedo, rossi di sangue sarebbero, lascerebbero affiorare tutta la orrenda sofferenza, che prendo ora -liquido collante di vita- e comincio ad amalgamare alla pazienza ed alla forza.
Ho compreso spesso e molto ho perdonato nella mia vita.
Ora il Cielo perdonerà me, se questa volta il mio perdono tarderà, per dare precedenza alla difficile ricostruzione della mia fauna interiore.

Non ti perdonerò, mai.
Per ora.